Come analizzare le statistiche del basket: il metodo del match analyst, alla prova di tre partite di Swish & Dunk
Un tabellino dice tutto e niente. 112 punti possono essere un grande attacco o solo una partita veloce; 31 rimbalzi possono essere dominio sotto i tabelloni o semplicemente un avversario che ha sbagliato tanto. Questa guida spiega come un match analyst legge i numeri di una partita di basket da 48 minuti: cosa calcolare per primo, quali statistiche decidono le partite e quali ingannano. Poi mettiamo il metodo alla prova su tre partite di Swish & Dunk giocate il 4 ottobre 2026, per vedere come le skill dei giocatori e la scelta delle tattiche offensive e difensive abbiano condizionato quello che ha prodotto il motore di gioco.
In breve
- Prima di tutto, conta i possessi. I totali dipendono dal ritmo, l’efficienza per possesso no.
- I Four Factors spiegano quasi ogni risultato: tiro, palle perse, rimbalzi offensivi e tiri liberi, in quest’ordine di importanza.
- Ogni tattica lascia un’impronta nelle statistiche. Se c’è, il sistema ha fatto il suo lavoro; se hai perso lo stesso, guarda i giocatori e l’accoppiamento.
- Separa la qualità dalla fortuna. Una squadra può prendersi tiri ottimi e sbagliarli, o tiri brutti e segnarli. Su 20 o 30 tentativi la varianza è enorme.
Primo passo: possessi e ritmo
Una partita di basket dura 48 minuti, quattro quarti da 12, più eventuali supplementari da cinque. In quel tempo ogni squadra ha la palla un certo numero di volte, e le due squadre ce l’hanno quasi esattamente lo stesso numero di volte, perché ogni possesso finisce consegnando la palla agli avversari. Quel numero, il ritmo (pace), è il punto di partenza di qualsiasi analisi.
Il tabellino non riporta i possessi, ma si stimano con una formula che usano tutti gli analisti:
Possessi ≈ FGA − OREB + TOV + 0,44 × FTA
Cioè tiri dal campo tentati, meno rimbalzi offensivi, più palle perse, più 0,44 volte i liberi tentati. Un tiro chiude il possesso, a meno che un rimbalzo offensivo non lo allunghi; una palla persa lo chiude; e circa 44 tiri liberi su cento chiudono anch’essi un possesso (gli altri sono primi liberi, and-one o tecnici). Si calcola per entrambe le squadre e si fa la media.
Perché conta? Perché una squadra che segna 112 punti in 100 possessi e una che ne segna 90 in 80 hanno esattamente lo stesso attacco. Senza il ritmo stai confrontando partite di lunghezza diversa. Le squadre NBA di oggi giocano circa 100 possessi a partita; una squadra lenta sta sui 90 e poco più.
L’efficienza: offensive, defensive e net rating
Una volta che hai i possessi, dividi: l’offensive rating (ORtg) sono i punti segnati ogni 100 possessi, il defensive rating (DRtg) i punti subiti ogni 100 possessi e il net rating è la differenza. La NBA di oggi viaggia intorno ai 115 punti ogni 100 possessi. Sono i numeri più onesti del basket: vince chi ha il rating più alto, a qualsiasi ritmo.
Un consiglio: confronta il rating di una squadra in quella partita con la sua media stagionale. Una squadra abituata a segnarne 130 ogni 100 possessi che si ferma a 103 non ha avuto solo una "serata storta": qualcosa nell’accoppiamento le ha tolto quello che fa di solito.
I Four Factors
Il rating ti dice chi è stato più efficiente. Per capire perché, gli analisti usano i Four Factors di Dean Oliver: i quattro modi in cui un possesso può andare bene o male. Ogni differenza di rating si riconduce a uno o più di questi.
| Fattore | Formula | Cosa misura | Peso | Riferimento NBA |
|---|---|---|---|---|
| Tiro (eFG%) | (FGM + 0,5 × 3PM) / FGA | Percentuale dal campo che conta una tripla come 1,5 canestri | ~40% | circa 54% |
| Palle perse (TOV%) | TOV / possessi | Possessi buttati senza tirare | ~25% | circa 13% |
| Rimbalzo offensivo (OREB%) | OREB / (OREB + DREB avversari) | Quota dei propri errori recuperati | ~20% | circa 25% |
| Tiri liberi (FT rate) | FTA / FGA | Quanto spesso vai in lunetta | ~15% | circa 0,25 |
I fattori valgono in entrambe le metà campo: la tua difesa si misura con gli stessi quattro numeri dell’avversario. Due regole pratiche. Primo, i rimbalzi totali ingannano: chi sbaglia tanto lascia molti più rimbalzi disponibili agli avversari, quindi usa sempre la percentuale. Secondo, i fattori si scambiano tra loro: una difesa aggressiva forza palle perse ma spesso concede tiri migliori, più liberi e più rimbalzi offensivi. La domanda non è mai "abbiamo forzato palle perse?", ma "abbiamo vinto la somma?".
La distribuzione dei tiri: da dove arrivano i punti
La percentuale dal campo mescola tiri molto diversi. Gli analisti li dividono in tre zone: al ferro, media distanza e tripla. In NBA un tiro al ferro vale circa 1,3 punti, una tripla al 36% circa 1,08, un tiro dalla media al 40% appena 0,8. Ecco perché il basket moderno vive vicino al canestro e oltre l’arco.
Tre numeri utili: la quota di triple (triple tentate / tiri dal campo) descrive lo stile di una squadra; la true shooting (TS% = punti / (2 × (FGA + 0,44 × FTA))) misura l’efficienza realizzativa di un giocatore compresi i liberi; gli assist per canestro segnato dicono se i punti nascono dalla circolazione di palla o dalle iniziative individuali.
Quando guardi la percentuale da tre, ricordati del campione. Su 25 tentativi, un tiratore da 36% può chiudere tranquillamente tra il 25% e il 50% nella maggior parte delle serate. La qualità del tiro (quanto è libero, da dove) dipende da tattiche e skill; segnarlo ha una buona dose di casualità.
Leggere le statistiche individuali
- Prima i minuti. 15 punti in 20 minuti e 15 in 40 sono due partite diverse. Per confrontare, riporta tutto a 36 o 48 minuti, ma attento ai campioni piccoli.
- Efficienza, non volume. 20 punti con 8 su 20 al tiro possono far male alla squadra; 14 punti con 6 su 8 la aiutano. Accanto ai punti guarda TS% e palle perse.
- Chi ha la palla quando le cose vanno male. Le palle perse si concentrano su chi tiene di più la palla. Una guardia della panchina con poca protezione palla contro una difesa che pressa è il classico anello debole.
- Il plus/minus, con le pinze. Dipende da compagni, avversari e pochi possessi. È ottimo per capire quale quintetto ha deciso una partita, pessimo per fare classifiche.
- Game Score (John Hollinger) riassume tutto in un numero: punti + 0,4 × canestri − 0,7 × tiri tentati − 0,4 × liberi sbagliati + 0,7 × rimbalzi offensivi + 0,3 × rimbalzi difensivi + recuperi + 0,7 × assist + 0,7 × stoppate − 0,4 × falli − palle perse. È la statistica che usiamo per scegliere i giocatori del mese.
L’andamento: quarti, parziali e finale
Il punteggio finale è una somma di momenti. I parziali dei quarti mostrano quando è girata la partita; i cambi di vantaggio e il massimo vantaggio dicono se è stata una lotta o una passeggiata. Gli ultimi cinque minuti di una partita equilibrata vanno guardati a parte: chi era in campo, chi ha tirato, chi ha perso palla. E occhio al garbage time: in una partita già decisa, gli ultimi minuti sporcano le statistiche di chi gioca poco.
Il metodo in sette passi
- Ritmo: stima i possessi e confrontali con il ritmo abituale delle due squadre.
- Rating: punti ogni 100 possessi in attacco e in difesa, rispetto alle medie stagionali.
- Four Factors: trova il fattore, o i due, che hanno scavato il divario.
- Distribuzione dei tiri: ferro, media, tripla, contropiede. La dieta di tiro corrisponde alle tattiche?
- Accoppiamenti: quali skill dei giocatori spiegano i numeri da una parte e dall’altra.
- Andamento e rotazioni: quarti, parziali, finale, chi ha giocato quali minuti.
- Fortuna: cosa è ripetibile (qualità dei tiri, palle perse, rimbalzi) e cosa no (una serata al 59% da tre, 9 su 20 ai liberi).
Come leggere una partita di Swish & Dunk
Ogni partita di Swish & Dunk viene simulata possesso per possesso (tutto il processo è spiegato in come funziona il motore di gioco). Dopo la sirena il referto mostra il tabellino, la cronaca completa azione per azione e le tattiche offensive e difensive usate da entrambe le squadre. È tutto quello che serve per applicare il metodo.
La chiave per collegare statistiche e tattiche: nel motore una tattica è un insieme di moltiplicatori sulle scelte e sui duelli dei giocatori, non un copione. Ognuna lascia un’impronta riconoscibile nel tabellino:
| Leva tattica | Dove la vedi |
|---|---|
| Ritmo | Numero di possessi |
| Propensione a tripla e area | Quota di triple, tiri al ferro |
| Transizione | Tiri e punti in contropiede |
| Circolazione di palla | Assist per canestro segnato |
| Rischio palle perse / pressione | TOV% dell’attacco, recuperi della difesa |
| Contestazione sul perimetro e al ferro | eFG% avversaria da tre e vicino a canestro |
| Falli | Tiri liberi concessi per tiro |
| Propensione al rimbalzo | OREB% delle due squadre |
E il punto più importante: il moltiplicatore lavora attraverso i tuoi giocatori, non al posto loro. Una difesa che rafforza la protezione del ferro rende più forte il tuo centro; se un centro non ce l’hai, non c’è niente da moltiplicare. Gli accoppiamenti sono per ruolo: il tuo playmaker marca il loro, il tuo centro marca il loro. Quale tattica batte quale lo trovi nella guida completa alle tattiche; cosa fa ogni skill nella guida a tutte le 49 skill.
Abbiamo scelto tre partite giocate il 4 ottobre 2026 in cui entrambe le squadre avevano impostato una tattica offensiva e una difensiva. Rating e Four Factors sono calcolati con le formule qui sopra, sulla media dei possessi delle due squadre; i dati su tipi di azione e zone di tiro vengono dalla cronaca azione per azione; l’"Overall della rotazione" è la media dell’Overall di ogni squadra pesata sui minuti giocati.
Partita 1: Khartoum Hammerhead 94, Hong Kong Monarchs 112
Divisione 9, Girone A. Khartoum: Princeton Offense + Drop Coverage. Hong Kong: Pace and Space + Drop Coverage. Overall della rotazione 70,8 contro 70,5: due squadre dello stesso livello, quindi un ottimo laboratorio tattico.
| 79 possessi | Khartoum | Hong Kong |
|---|---|---|
| Offensive rating (stagione) | 118,5 (108,4) | 141,2 (110,3) |
| eFG% | 59,9% | 74,6% |
| TOV% | 7,6% | 12,6% |
| OREB% | 11,4% | 27,3% |
| FT rate · liberi | 0,28 · 9/20 | 0,44 · 21/27 |
| Ferro · media · tripla | 13/24 · 10/21 · 13/26 | 15/21 · 11/18 · 13/22 |
| Assist / canestri | 25/36 | 23/39 |
| Contropiede: tiri · punti | 14 · 14 | 13 · 23 |
Cosa aspettarsi. Nella matrice delle tattiche, Pace and Space contro Drop Coverage è un netto vantaggio per l’attacco: la Drop tiene il lungo basso vicino al ferro e concede il perimetro, proprio dove il Pace and Space vuole tirare. Princeton contro Drop è in equilibrio. Quindi, prima della palla a due, il vantaggio era di Hong Kong in una metà campo e di nessuno nell’altra.
L’attacco di Khartoum ha fatto il suo. 118,5 punti ogni 100 possessi, dieci sopra la sua media stagionale, con appena 6 palle perse (7,6%) e 25 assist su 36 canestri. Sono le impronte della Princeton: il rischio di palle perse più basso del gioco e la circolazione di palla più alta. Anche la Drop Coverage forza poche palle perse, quindi i due effetti si sono sommati. 13 su 26 da tre: anche da questa parte la Drop lascia liberi i tiratori.
L’attacco di Hong Kong è andato fuori scala: 141,2 ogni 100 possessi, 31 sopra la sua media, eFG del 74,6%. 13 su 22 da tre, 8 su 13 sui tiri in ricezione. Perfino Sebastien Lacroix, ala grande con 43 di tiro da tre, ha chiuso 2 su 4 dall’arco: la Drop abbassa la contestazione su ogni tiro dal perimetro, compresi quelli che concederesti volentieri. Un analista onesto deve però aggiungere che il 59% su 22 tentativi va oltre quello che spiega la tattica: la Drop ha regalato buoni tiri, la serata di grazia ha fatto il resto.
Il dettaglio che ha trasformato una sconfitta in una disfatta: la Drop Coverage senza un centro. Khartoum non ha usato nessun centro. Il più alto della rotazione era l’ala grande Andre Nguyen (206 cm), e tre playmaker (Francisco Gonzalez, Xenophon Georgiou e Delfin Carmona) hanno giocato 96 dei 240 minuti. La Drop moltiplica la protezione del ferro, ma il tiro lo contesta il difensore nel ruolo del tiratore: moltiplicare la difesa interna di una guardia non costruisce un muro. Hong Kong ha tirato 15 su 21 al ferro, con il centro di 218 cm Efstathios Dimitriou a 5 su 8. Khartoum ha pagato il prezzo della Drop (triple libere) senza incassarne il premio (un ferro protetto).
La stazza è costata anche a rimbalzo e in lunetta. Khartoum ha recuperato appena l’11,4% dei suoi errori, Hong Kong il 27,3%, nonostante la Drop rafforzi il rimbalzo difensivo. Hong Kong è andata in lunetta 27 volte su 61 tiri (0,44): Lacroix 6 su 6, Ilias Chrysostomou 5 su 9, entrambi bravi a subire falli e ad attaccare il canestro. Khartoum invece ha tirato 9 su 20 ai liberi, che non è un problema tattico ma costa circa cinque punti rispetto a una serata normale. Andre Nguyen e Delfin Gimenez hanno giocato tutti i 48 minuti, e in Swish & Dunk le valutazioni calano quando cala l’energia: nell’ultimo quarto Hong Kong ne ha segnati 35.
Il verdetto. L’attacco di Khartoum andava bene; la scelta difensiva era sbagliata due volte. Contro il Pace and Space serve una difesa che contesta il perimetro (Switch-Everything o Match-Up Zone), e la Drop Coverage ha senso solo con un vero protettore del ferro. Senza, la tattica moltiplica un punto di forza che la squadra non ha.
Partita 2: Sacramento Crusaders 85, Bilbao Destroyers 92
Divisione 2, Girone A. Sacramento: Motion Offense + Full-Court Press. Bilbao: Triangle Offense + Man-to-Man. Overall della rotazione 86,7 contro 85,1, Sacramento in casa e con un record di 13-4: sulla carta la favorita. Bilbao non è mai stata sotto e ha toccato il +15.
| 81,5 possessi | Sacramento | Bilbao |
|---|---|---|
| Offensive rating (stagione) | 104,3 (132,1) | 112,9 (130,4) |
| eFG% · da due | 50,0% · 50,0% | 62,1% · 67,6% |
| TOV% · recuperi | 19,6% · 12 | 20,9% · 8 |
| OREB% | 22,2% | 25,0% |
| FT rate · liberi | 0,31 · 20/20 | 0,34 · 15/21 |
| Ferro · media · tripla | 14/25 · 8/19 · 7/21 | 14/21 · 11/16 · 9/25 |
| Falli personali | 17 | 11 |
Il dato da copertina dice che la pressa ha funzionato. Bilbao ha perso 17 palloni (il 20,9% dei suoi possessi, contro il 12,8% stagionale) e Norbert Zahn, 99 nei recuperi, ne ha rubati 7. La pressa ha anche trovato l’anello debole: oltre a Lothar Voss (6 palle perse), l’altro grande colpevole è stato Howard Jefferson, guardia da 68 di Overall in una squadra di giocatori da 87-91, con 68 di protezione palla e 55 di capacità decisionale, in campo per 31 minuti: 5 palle perse. La pressione finisce sempre sul portatore più debole in campo.
I Four Factors raccontano un’altra storia. Primo, la battaglia delle palle perse è finita pari: anche Sacramento ne ha perse 16, quindi il guadagno netto della pressa è stato di circa un possesso. Secondo, ogni possesso che superava la pressione diventava un ottimo tiro. Il Full-Court Press indebolisce la contestazione sia sul perimetro sia al ferro, e la Triangle è il sistema che attacca l’area con più decisione: Bilbao ha segnato 25 tiri da due su 37 (67,6%), 14 su 21 al ferro e un incredibile 11 su 16 dalla media. La pressa costa anche falli (17, cioè 21 liberi per Bilbao) e rimbalzi difensivi (Bilbao ha recuperato il 25% dei suoi errori). La partita l’ha decisa un divario di 12 punti di eFG, non le palle perse.
L’attacco di Sacramento ha sbattuto contro i difensori di Bilbao, non contro un sistema. Motion contro Man-to-Man è in equilibrio nella matrice: la Man-to-Man non rafforza e non scopre niente, quindi decide tutto il duello individuale. E i duelli erano proibitivi: Roberto Ferrer (difesa sul perimetro 97, interna 100, contestazione 100), Johnathan Albee (difesa interna, contestazione e stoppate tutte a 100) e Roberto Felder (difesa interna e contestazione a 100). Sacramento, che viaggia a 132 punti ogni 100 possessi, si è fermata a 104: 8 su 22 in isolamento, 4 su 13 sui tiri in ricezione. Momcilo Simic (21 punti con 8 su 11, tutti i 48 minuti in campo) è stato l’unico a trovare la strada.
Altri due dettagli. Il 20 su 20 ai liberi di Sacramento non è bastato a colmare il divario dal campo. E i 16 minuti concessi a Jaxon Washington, playmaker da 66 di Overall, si sono chiusi a −9, il peggior plus/minus della squadra: in una sconfitta di sette punti sono minuti che pesano.
Il verdetto. La Triangle è uno degli attacchi che battono la pressa: protegge la palla, attacca il ferro e va a rimbalzo offensivo, proprio dove la pressa è più debole. Contro una Triangle le scelte migliori sono Pack Line o Drop Coverage. Questa partita è l’esempio perfetto di statistica che inganna: 17 palle perse forzate e 12 recuperi sembrano una lezione di difesa, e invece erano il prezzo di 37 tiri da due facili.
Partita 3: Philadelphia Isis 74, Denver Zombies 75
Divisione 1, Girone A, il campionato più forte del gioco. Philadelphia: Princeton Offense + Switch-Everything. Denver: Pace and Space + No-Middle. I due quintetti base si equivalgono (Overall medio 89,4 contro 89,6), ma la rotazione di Denver è più profonda (88,0 contro 83,8). Denver arrivava da 13-4 e con il miglior attacco del girone. Otto sorpassi, undici parità, Philadelphia avanti 57-51 dopo tre quarti.
| 72,8 possessi | Philadelphia | Denver |
|---|---|---|
| Offensive rating (stagione) | 101,6 (118,9) | 103,0 (131,7) |
| eFG% | 49,2% | 49,2% |
| Triple (3P% stagionale) | 8/26 (43,4%) | 7/26 (41,2%) |
| TOV% | 12,4% | 19,2% |
| OREB% | 21,6% | 28,6% |
| FT rate · liberi | 0,20 · 10/13 | 0,29 · 14/18 |
| Ferro · post basso · pick-and-roll | 12/21 · 7/8 · 2/11 | 14/20 · 4/6 · 6/12 |
| Contropiede: tiri · punti | 2 · 2 | 10 · 13 |
Una partita lenta, ed è una scelta tattica. 72,8 possessi, circa nove in meno della media stagionale di entrambe. La Princeton è il sistema più lento del gioco: i possessi di Philadelphia sono stati lunghi e pazienti. Ecco perché 74 e 75 punti non significano attacchi scarsi, ed ecco perché bisogna guardare i rating: meno possessi significano anche più varianza, e questo aiuta chi parte sfavorito a restare attaccato.
Switch-Everything contro Pace and Space: la matrice in azione. Denver viaggiava a 131,7 punti ogni 100 possessi e al 41,2% da tre; ha chiuso a 103,0 e con 7 su 26 dall’arco, 2 su 13 sulle triple in ricezione. Non per colpa dei tiratori: Nolan Forstie e Pavle Nesic hanno entrambi 100 di tiro da tre. La Switch-Everything alza la contestazione su ogni tiro dal perimetro, e Philadelphia ha i difensori per sfruttarla al massimo: Parks Randle e Ipolitas Simkus a 100 di difesa sul perimetro, Miguel Carrasco e Pearly Laboone a 95, Nicolas Flores a 90. Un moltiplicatore applicato a difensori d’élite è la difesa sul perimetro più dura che si possa costruire.
La Switch-Everything ha un punto debole, il ferro, e i numeri lo mostrano: lì Denver ha tirato 14 su 20 (70%). Ma il Pace and Space manda pochi tiri dentro, appena 20 tentativi al ferro contro 26 triple. Per questo la matrice dà il vantaggio alla difesa: il buco è proprio dove quell’attacco non va.
Le palle perse sono l’altro segno distintivo dei due sistemi. Denver ne ha perse 14 (19,2%), 7 delle quali in pick-and-roll; il playmaker Erasmo Sáez, nonostante 100 di protezione palla, ha chiuso con 5 palle perse e 2 su 12 al tiro contro una difesa con Simkus e Carrasco, entrambi a 100 nei recuperi. Philadelphia, con il rischio basso della Princeton, ne ha perse appena 9.
L’attacco di Philadelphia, però, si è inceppato. La Princeton spinge verso l’area, la No-Middle la protegge: i due effetti si annullano e Philadelphia ha tirato 12 su 21 al ferro. L’arma migliore è stato il post basso, 7 su 8 per 14 punti con Carrasco (100 di gioco in post) e Laboone. Il pick-and-roll, che la Princeton usa poco, quando è arrivato è stato un disastro (2 su 11), e le triple non sono entrate (8 su 26). Denver è rimasta in partita con quello che il Pace and Space produce anche in una serata storta al tiro: il contropiede (10 tiri e 13 punti contro i 2 di Philadelphia) e i rimbalzi offensivi (28,6%, quattro di Charilaos Oikonomou, 100 di rimbalzo offensivo).
Dove si è decisa la partita: la rotazione. Leggi il plus/minus per quintetto. I titolari di Philadelphia hanno vinto i loro 29 minuti di 4 punti; la seconda unità ha chiuso in parità; la terza, con giocatori tra 64 e 76 di Overall, ha perso i suoi 5 minuti di 5 punti. E quei minuti sono capitati nel finale: a 5:17 dalla fine Philadelphia era avanti 68-67 con quel quintetto in campo. Forstie (93 di Overall, 48 minuti) ha segnato un gioco da tre punti, Fabrice Joly un tiro dalla media, e Denver è andata sul 72-68. Stephane Jacquet ha risposto da tre, poi con i titolari rientrati Laboone ha commesso fallo su Oikonomou durante una tripla: 3 su 3 in lunetta, 75-71. Simkus ha segnato la tripla a 30 secondi dalla fine, Nesic ha sbagliato dall’altra parte e il tempo è scaduto con il pallone tra le mani di Carrasco.
Il verdetto. Philadelphia ha vinto la battaglia tattica: ha tolto 29 punti ogni 100 possessi a uno dei migliori attacchi del campionato e ha perso di un punto contro una squadra più profonda. La lezione è nei numeri: i minuti che dai al fondo della panchina prima o poi vanno giocati, e in una partita da un possesso possono costare più di qualsiasi scelta tattica.
Cosa insegnano le tre partite
- La media stagionale è il contesto migliore. Denver −29 ogni 100 possessi, Sacramento −28, Hong Kong +31: senza confronto sembrano partite "a basso punteggio" o "ad alto punteggio", con il confronto raccontano una storia tattica.
- Il dato più vistoso non è sempre quello che ha deciso. Sacramento ha forzato 17 palle perse e ha perso al tiro; Hong Kong ha perso più palloni di Khartoum e ha vinto di 18.
- Una tattica moltiplica quello che hanno i tuoi giocatori. Drop Coverage senza centro, Switch-Everything con cinque difensori perimetrali d’élite: stessa idea, risultati opposti.
- La matrice sposta le probabilità, non il risultato. Due squadre su tre con il vantaggio tattico hanno vinto; Philadelphia, che ce l’aveva, ha perso per la rotazione e per un possesso.
- Separa sempre qualità e fortuna. Il 59% da tre e il 9 su 20 ai liberi non si ripetono; palle perse, rimbalzi e scelta dei tiri sì.
Domande frequenti
Qual è la statistica più importante in una partita di basket?
I punti per possesso, espressi di solito come offensive rating (punti ogni 100 possessi). Punti, rimbalzi o assist totali dipendono da quanti possessi ha avuto la partita; l’efficienza per possesso no. Vince chi ha il rating più alto, e i Four Factors spiegano perché.
Come si calcolano i possessi dal tabellino?
Possessi ≈ tiri dal campo tentati − rimbalzi offensivi + palle perse + 0,44 × tiri liberi tentati. Si calcola per entrambe le squadre e si fa la media, perché in una partita le due squadre hanno quasi lo stesso numero di possessi.
Cosa sono i Four Factors nel basket?
Le quattro chiavi per vincere una partita secondo Dean Oliver: il tiro (percentuale effettiva dal campo), le palle perse (palle perse per possesso), il rimbalzo offensivo (quota dei propri errori recuperati) e i tiri liberi (liberi tentati per tiro dal campo). Il tiro pesa di più, circa il 40%, seguito da palle perse, rimbalzi e liberi.
Il plus/minus è una statistica affidabile?
Solo nel contesto. Il plus/minus di un giocatore dipende dai compagni con cui era in campo, dagli avversari che aveva davanti e da pochi possessi. Serve a capire quali quintetti o quali momenti hanno deciso la partita, non a fare la classifica dei giocatori.
Come capisco se la mia tattica ha funzionato in Swish & Dunk?
Cerca la sua impronta nelle statistiche. Una tattica che protegge il ferro deve abbassare l’efficienza avversaria vicino a canestro, una difesa che pressa deve far salire le loro palle perse, un attacco da tre deve alzare la tua quota di triple. Se l’impronta c’è ma hai perso lo stesso, il problema erano i giocatori o l’accoppiamento, non il sistema.
Vuoi vedere come sono cambiati questi numeri nel basket vero? La nostra analisi di 30 stagioni NBA segue ritmo, triple ed efficienza dal 1996 a oggi.
Adesso leggi i tuoi tabellini: prendi in mano un club in Swish & Dunk, imposta le tue tattiche e cerca la loro impronta nella prossima partita.
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